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di Alessandro Lattarulo

L’attuale fenomenologia poetica si colloca all’estremo di una parabola

  • Pagine: 80
  • Anno: 2012
  • ISBN: 978-88-8459-238-5

Collana: SpazioTempo (n. 1)

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Descrizione

L’attuale fenomenologia poetica si colloca all’estremo di una parabola che, partita dal frammentismo sintattico dei vari Ungaretti, Quasimodo, Solmi e Bigongiari, va attestandosi sulla conquista ed uso, altrettanto esclusivi, di una lessicalità giocata sui timbri più che sui toni e sforzata a tradurre in parole la sostanziale ineffabilità di tutti i disagi esistenziali. Per dirla in breve, siamo passati da m’illumino d’immenso ad asmatici respiri telefonici, da docile fibra dell’universo a vita anestetizzata, da una ricerca del “sé” oltre i limiti della disarmonia alla denuncia del “sé” abbandonato ai flussi di un sensitismo esasperato. [dalla Prefazione di Ruggiero Stefanelli]

Alessandro Lattarulo (Bari, 1974) già docente nell’Università degli Studi di Bari “Aldo Moro”, insegna Diritto ed Economia nelle scuole superiori. Co-fondatore della Rivista Italiana di Scienze Sociali “Dissensi”, ha pubblicato numerosi saggi e articoli su riviste scientifiche, nonché monografie dedicate all’Unione Europea, al rapporto tra religione e Stato, al sistema sanitario regionale pugliese e all’alternanza scuola-lavoro in ambito scolastico. In veste di poeta, è autore di cinque antologie poetiche, D’anima e di vita (Montedit, Melegnano, 2005); Il veliero dell’anima (Progedit. Bari, 2007); Chiaroscuro (Il Grillo, Gravina in Puglia, 2011); Senza (WIP, Bari, 2012); Arcipelaghi (WIP, Bari, 2015), che hanno ricevuto decine di riconoscimenti in Concorsi nazionali e internazionali.

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