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Occhi di bambola

Portfolio Categories: Libri per ragazzi e Narrativa.

 di Maria Addamiano

Nello squallore della casa-famiglia, dove vive una bambina in attesa di adozione, sono riflessi solitudine e abbandono. Consolazione e condivisione cerca Sara nel Crocifisso, suo unico interlocutore, quando viene lasciata sola onde facilitare l’imprevisto rapimento. La bambina non ha più certezze: defraudata da chi le aveva mostrato un po’ di bene, sente di rotolare come un barattolo vuoto. Affronta le brutte situazioni come può, come sa fare: cercando di distrarsi, di non farsi annullare dalle disgrazie che le piovono addosso. Nonostante la dolorosa costrizione in auto, lei riesce a cacciare i cattivi pensieri, la paura. Come? Annoiando i due con il racconto della propria vita, elemosinando pietà e benevolenza. Commovente il rifugiarsi nella bellezza catartica della natura, generosa di colori e di sorprese, che allevia il grande dolore per il mancato affetto di cui una bambina ha bisogno. Una tecnica salvifica l’isolarsi in lunghi soliloqui, mentre è immersa in un silenzio irreale. Sara mostra ottime capacità di difesa; le è propria la distrazione per allontanare il presente intriso di paura. Attiva tutti i mezzi e tutte le strategie per uscire dal tunnel di negatività. La mancanza di un rapporto affettivo duraturo non le fa perdere la freschezza del parlato, a volte l’ironia. Anche la luna, amica da sempre, è assente. Sara ripone le speranze nella magia di un sassolino, ma sa bene che la vera soluzione è dentro di lei, nella sua determinazione: mette in azione una fuga liberatoria che pare studiata a tavolino. Sembra avviarsi alla conclusione la fiaba con un “… e visse felice e contenta” quando Sara è oggetto di generosità da parte della signora Dorina, ma… si tratterà solo di un bel sogno, di breve durata. Presto la bambina si ritrova in un alternarsi di momenti belli e brutti, tra fragili speranze e dure realtà così come è la vita di chi è solo al mondo e brama una carezza. Sara è fiduciosa: “Devono pur esserci a questo mondo persone capaci d’amare, di prendersi cura di una bambina sola, bisognosa di affetto” ripete in un ennesimo soliloquio.

Maria Addamiano, è nata a Molfetta, ove risiede. È sua ogni espressione artistica: realizza dipinti, sculture che personalizza e rende originali. Racconta con freschezza ed eleganza storie, fiabe; compone poesie, facendo una lettura attenta dell’animo umano e della bellezza infinita della Natura. Le pubblicazioni: Dell’Amore… il Silenzio, La Nuova Mezzina, Molfetta, 2010; I racconti di Mirka, Ed. Insieme, Terlizzi, 2011; L’Altro, La Nuova Mezzina, Molfetta, 2011; Religioso… silenzio, Res Nova, Molfetta, 2013; Passio et Amor, Res Nova, Molfetta, 2014; Mysterium Naturae, Tipografia, 2014; Il Sacro, Ed. Immagine, Molfetta, 2015; Presenza, La Nuova Mezzina, Molfetta, 2015; Elisìa, Ed. Immagine, Molfetta, 2016.

Maria Bonaduce, è nata a Terlizzi, ove risiede. Dopo gli studi artistici ha partecipato a mostre collettive e personali in Italia e all’estero. Padroneggia la tecnica dell’acquerello. Le sue opere ricevono importanti consensi internazionali. Notevole ritrattista e paesaggista, da diversi anni si dedica all’Arte Sacra con dipinti e vetrate istoriate che si trovano in monasteri, chiese e luoghi pubblici. Presente nel Museo Gianni Rodari, lavora come illustratrice per note case editrici italiane. Opere dell’Artista sono in permanenza presso i Musei Diocesani di Jesi, Molfetta, nelle Civiche Gallerie di Tolentino, Cupra Montana, Bitonto e nel Museo Storico Cappuccino di Roma. La sua produzione artistica è visibile nella Galleria Adsum arte contemporanea a Terlizzi.

 

 

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